Nigeria on the road

2006

   
Dopo aver documentato alcuni paesi in via di sviluppo, mi e' stato commissionato di documentare la costruzione di una diga in Nigeria, da parte di una impresa italiana. Arrivato nella nuova capitale, Abuja, ho viaggiato fino ad arrivare a Gurara, un luogo dimenticato dal mondo,nel mezzo della savana, dove la gente vive in condizioni precarie, senza casa e lavoro, abituata a convivere con aids, malaria, colera, ma soprattutto senza acqua potabile.Eppure a vederle queste persone capisci subito che malgrado le mille difficolta' la loro voglia di vivere e di sorridere e' inesauribile. Nei villaggi la gente tira avanti come puo', coltivando quanto e' possibile e cercando di farsi assumere giornalmente dall'impresa che costruisce la diga.
Le donne accudiscono la casa, se cosi' si puo' definire, una sorta di capanna senza nemmeno i servizi, cucinano all'aperto e crescono i figli, che possono giocare liberi nello stupendo paesaggio subsahariano. Gli uomini invece cercano di vendere qualsiasi cosa, cosi' e' facile vedere ovunque,anche lungo la strada principale, chi vende olio di arachidi, chi barbabietole e chi quant'altro riesce a rimediare. Tra le tante capanne che occupano questa zona, sorgono molte piccole costruzioni adibite a chiese, dove gli adulti si recano a pregare e i bambini possono partecipare a corsi d'istruzione sostenuti dalle organizzazioni umanitarie europee.Percorrendo la strada principale, con due ore di macchina si arriva ad Abuja. Si capisce subito che siamo nella capitale, il traffico e' frenetico e sembra che il codice della strada non esista.Chiunque guida come vuole senza curarsi di niente, infatti gli incidenti anche mortali sono all'ordine del giorno. Ma a contradistinguerla come la capitale e' soprattutto il cemento.A differenza dei villaggi, qui i grandi palazzi moderni sono ovunque. Abuja e' il centro degli interessi della nazione.Sono molte le compagnie straniere che risiedono qui.Dai giapponesi agli inglesi, dai tedeschi agli italiani, tutti possiedono un palazzo moderno con uffici, e tante villette come abitazione.Se di giorno la citta' e' piena di Nigeriani provenienti dai villaggi in cerca di lavoro, la sera diventa un luogo per soli occidentali. Molti di loro frequentano i pochi locali e ristoranti in cerca di divertimento, e la prostituzione da parte delle giovani donne Nigeriane e' assai frequente.Anche se la disoccupazione e' al 70%, la gente e' molto religiosa e si divide tra cattolici e musulmani.
Oltre ad una grande moschea, ad Abuja sorge una grandissima chiesa, che puo' contenere fino a 1000 persone sedute , con l'altare ruotabile a 360 gradi e delle splendide vetrate colorate. A fianco della chiesa sorge il campanile, con i suoi 25 piani di altezza da cui si puo' ammirare una stupenda vista della citta'. Tra la moschea e la grande chiesa, si sta realizzando la Millenum tower, un grande centro culturale per avvicinare le due religioni, e soprattutto per avvicinare i tanti nigeriani alla cultura, visto che qui e' merce rara e per poche persone che possono permettersi di pagare gli studi.