Noi siamo veramente oggidì passeggeri e pellegrini
sulla terra, veramente caduchi, esseri di un giorno:
la mattina in fiore, la sera appassiti, o secchi
(Giacomo Leopardi)
Leggendo lo Zibaldone del Leopardi questa frase ha suscitato in me una riflessione: i
fiori sono una copia della vita umana ma a differenza degli uomini il fiore ha
riconosciuto non solo quanto sia inevitabile la propria fine, ma anche quanto questa sia
naturale.Il fiore, però, è assai più di un simbolo: è un altro essere vivente in tutto il
senso della parola. L'esemplare comportamento che riconosce la propria precarietà e
quella di tutti gli esseri viventi, e che accetta il fato assegnatole dalla natura ma, e
questo è ben peggiore, ignorato dall'uomo.La vita è il dono più grande e prezioso che
l'uomo abbia potuto ricevere, è la cosa più bella che ci potesse capitare ma è temporale
e spesso ce ne dimentichiamo e la viviamo superficialmente, ci soffermiamo solo su
oggetti materiali.Andiamo sempre di fretta cercando di realizzare grandi cose per un
futuro che crediamo sicuro e così facendo tendiamo a dimenticare il valore di un
momento ma il tempo che abbiamo ora sono momenti che non si ripeteranno mai più,
nessuno può tornare indietro.
Molto spesso le nostre giornate trascorrono in modo automatico: ci svegliamo, facciamo
la doccia, poi colazione, andiamo al lavoro, torniamo, ceniamo e dormiamo. Per questo
capita di arrivare a sera con un senso di vuoto dentro.Diventiamo apatici, come degli
automi, e, quando andiamo a dormire, ci rendiamo conto che è passato un altro giorno e
non siamo soddisfatti della nostra vita. Se pensate che in fondo un giorno non cambi
nulla, vi sbagliate: non è semplicemente un giorno, è un oggi, una possibilità che vi è
stata concessa.La vita vi ha permesso di vivere quella giornata in più: è un regalo, è
tutto ciò che avete, qui e ora. E l’unico modo per dimostrare la vostra gratitudine è
godervi quel regalo e viverlo fino in fondo.